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Il Cda di Gefran S.p.A. approva i risultati consolidati al 30 settembre 2021

11 novembre 2021

  • Ricavi pari a 117,5 milioni di Euro (+25,1% rispetto al 30 settembre 2020 e +11,7% rispetto al 30 settembre 2019)
  • EBITDA positivo per 20 milioni di Euro (+68% rispetto al 30 settembre 2020 e +33,1% rispetto al 30 settembre 2019)
  • Utile netto a 10,6 milioni di Euro (si confronta con 2,7 milioni di Euro al 30 settembre 2020 e risulta +87% rispetto al 30 settembre 2019)
  • Posizione finanziaria netta positiva e pari a 4 milioni di Euro (in miglioramento di 7,7 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020)

 

Provaglio d’Iseo (BS), 11 novembre 2021 – Il Consiglio di Amministrazione di GEFRAN S.p.A. si è riunito oggi sotto la presidenza di Maria Chiara Franceschetti per l'approvazione dei risultati al 30 settembre 2021.

I ricavi dei primi nove mesi del 2021 ammontano a 117,5 milioni di Euro e si confrontano con ricavi pari a 93,9 milioni di Euro del pari periodo 2020 registrando un incremento di 23,5 milioni di Euro (+25,1%). L’aumento dei ricavi ha riguardato tutti i settori di business: sensori (+34%), grazie, inizialmente, alla forte ripresa dei mercati asiatici e, in seguito, al recupero d’Italia ed Europa; componenti per l’automazione (+22,9%), per la maggior parte concentrato in Italia; azionamenti (+17,9%), alimentato dalle vendite dei prodotti della gamma industriale e dei prodotti customizzati.

Tutte le aree di business hanno recuperato la flessione rilevata nel 2020 e causata dagli effetti della pandemia da Covid-19: i sensori hanno registrato una performance migliore del 24,1% rispetto al dato dei primi nove mesi del 2019 mentre i componenti e gli azionamenti sono in aumento rispettivamente del 5,6% e del 4,6% nei confronti dello stesso periodo.

La suddivisione dei ricavi per area geografica vede una crescita a doppia cifra percentuale in tutte le aree servite dal Gruppo con punte massime in Asia (+29,8%) e Italia (30,6%). In crescita anche i ricavi in Europa (+14,3% complessivamente) e nel continente americano (+26,1%), dove la performance è stata in parte condizionata dal deprezzamento di dollaro e real brasiliano.

Il valore aggiunto al 30 settembre 2021 ammonta a 75,7 milioni di Euro, in aumento di 14,5 milioni di Euro grazie alla crescita dei ricavi rispetto al valore del pari periodo 2020.

Il margine operativo lordo (EBITDA) al 30 settembre 2021 è positivo per 20 milioni di Euro (pari al 17,1% dei ricavi) e registra una variazione positiva di 8,1 milioni di Euro (+68%) rispetto al 30 settembre 2020 (quando ammontava a 11,9 milioni di Euro), riportandosi oltre ai livelli del 2019, quando ammontava a 15,1 milioni di Euro. Il miglioramento del margine operativo lordo è riconducibile all’incremento dei ricavi registrato nel periodo.

Il risultato operativo (EBIT) al 30 settembre 2021 è positivo e pari a 14 milioni di Euro (11,9% dei ricavi) e si confronta con un EBIT pari a 5,9 milioni di Euro del pari periodo 2020 (6,2% dei ricavi) con un aumento di 8,1 milioni di Euro. La variazione è legata alla crescita dei ricavi, solo parzialmente inficiata dai maggiori costi derivanti dalla gestione operativa e principalmente connessi ai maggiori volumi di vendita.

Il risultato netto del Gruppo a chiusura del terzo trimestre 2021 è positivo per 10,6 milioni di Euro, in aumento di 7,9 milioni di Euro rispetto al dato del pari periodo 2020 e di 4,9 milioni di Euro rispetto al 30 settembre 2019. Come per il risultato operativo, la variazione è legata all’incremento delle vendite rilevato nel periodo.

Il capitale d’esercizio al 30 settembre 2021 risulta pari a 23,1 milioni di Euro e si confronta con 24 milioni di Euro al 31 dicembre 2020 con un decremento complessivo di 0,9 milioni di Euro. La variazione del capitale d’esercizio è da ricondurre all’incremento dei debiti commerciali (+8,1 milioni di Euro rispetto alla fine del 2020), connessi ai maggiori acquisti registrati nel periodo per far fronte alla crescita dei volumi di vendita e al saldo delle altre attività e passività nette (complessivamente negative e in aumento di 4,1 milioni di Euro), non completamente compensati dall’incremento di rimanenze e crediti commerciali (rispettivamente pari a 6,9 milioni di Euro e 4,5 milioni di Euro).

Il patrimonio netto al 30 settembre 2021 ammonta a 83,4 milioni di Euro e si confronta con 78,2 milioni di Euro al 31 dicembre 2020, in aumento di 8,3 milioni di Euro. La variazione attiene principalmente alla rilevazione del risultato positivo del periodo, parzialmente assorbito dalla distribuzione di dividendi sul risultato 2020, avvenuta a maggio 2021.

Gli investimenti realizzati nel corso dei primi nove mesi del 2021 ammontano a 5,2 milioni di Euro, in aumento di 1,1 milioni di Euro rispetto al dato del pari periodo 2020, e si riferiscono per la maggior parte a investimenti realizzati nei reparti produttivi, nelle attività di ricerca e sviluppo e nei fabbricati che ospitano gli stabilimenti del Gruppo.

La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2021 è positiva e pari a 4 milioni di Euro, in miglioramento di 7,7 milioni di Euro rispetto alla fine del 2020, quando risultava complessivamente negativa per 3,7 milioni di Euro. La variazione della posizione finanziaria netta è originata essenzialmente dai flussi di cassa positivi generati dalla gestione tipica (18,8 milioni di Euro), assorbiti da esborsi per gli investimenti tecnici effettuati nel corso del primo trimestre dell’esercizio (5,2 milioni di Euro), dal pagamento di dividendi (3,7 milioni di Euro) oltre che d’interessi, imposte e canoni di noleggio (1,5 milioni di Euro).

“Sono particolarmente orgoglioso dei risultati conseguiti dal Gruppo nel terzo trimestre, tra i migliori di sempre, che confermano la solidità del nostro posizionamento di mercato”, ha dichiarato Marcello Perini, Amministratore Delegato di Gefran.

“L’elevata intensità che ha caratterizzato le attività produttive nel periodo è stata accompagnata da una ripresa degli investimenti, dopo l’inevitabile rallentamento nell’anno della pandemia. Nel trimestre, infatti, negli stabilimenti italiani più impattati dall’aumento dei volumi sono state inserite innovazioni di processo in ambito 4.0 tra cui nuove isole robotizzate.

Prevediamo una domanda sostenuta anche nel quarto trimestre. Riteniamo che la combinazione d’interventi adottati fino a oggi, per garantire la continuità produttiva, sia adeguata a fronteggiare le perduranti difficoltà nella disponibilità delle materie prime.

Ci sono tutte le condizioni per raggiungere nell’esercizio corrente ricavi e marginalità sensibilmente superiori a quelli del 2019.

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